UNA PIAZZA, NIENTE CINEMA, TANTI DELITTI....basta questo titolo per turbare un tranquillo lunedi mattina, e già, perchè qualcuno ha pensato bene di affidare al settimanale "OGGI" (precisamente n° 5 del 2005) una splendida descrizione della nostra cittadina.
Sono un ragazzo coetaneo del'autrice di questa splendida impresa, lavoro da quattro anni come ingegnere e come tanti miei compaesani, lavoro e mi impegno in silenzio ogni giorno per soddisfare le mie esigenze e quelle della mia comunità e mi sento profondamente offeso da quanto è stato scritto su quell'articolo, mi sento offeso nel setire la mia terra chiamata "terradi di criminalità organizzata, roccaforte della quarta mafia". Siamo liberi di dire ciò che sentiamo e pensiamo, ma è troppo facile criticare e vedere il nero anche dove nero non c'è ne, il coraggio e la maturità si vedono quando si è capaci di guardare la nostra società con realismo e spirito propositivo e costruttivo.
Ci vuole meno tempo a distruggere che a costruire, probabilmente questo articolo avrà giovato all'autrice, ma non a noi cittadini che vediamo la nostra città diventare una sorta di città della "MORTE".
Sono passati un pò di anni da quando Taurisano era afflittà dal male della criminalità organizzata, oggi viviamo in un paese tranquillo, certo la microcriminalità non manca qui come non manca a Lecce, Roma, Milano o Aosta (giusto per fare qualche esempio), definire oggi Taurisano "terra di criminalità organizzata" è una follia, è come riportare Taurisano indietro di trentanni.
Se poi passiamo a parlare del tema principale dell'articolo, ossia il suicidio, c'è veramente di che essere sconcertati, ho qualche dubbio che deteniamo un simile primato, il suicidio è un male che affligge tutto l'occidente (manifestandosi anche in forme diverse, quali stragi con suicidio finale), come non credo che abbiamo il primato per morti violente e tossicodipendenze, accettiamo pure queti primati (mi piacerebbe sapere qual'è la fonte dei dati per fare tali classifiche) ma almeno si sarebe potuta avere la decenza di non pubblicare i nomi dei ragazzi che si sono suicidati, almeno un minimo di rispetto per le famiglie che vivono questo immenso e straziante dolore.
Troppo semplicistica l'analisi che è stata fatta, è troppo semplice ragionare per sillogismo, siccome manca il cinema, c'è una sola piazza per deduzione i ragazzi si suicidano, niente di più falso, allora trenta anni fa, quando anche studiare era un privilegio, i giovani si suicidavano in massa???
Quante inesattezze in un solo articolo, a Taurisano si organizzano tantissime manifestazioni come cinefrum, teatro (e gli attori sono giovani taurisanesi),concerti , si pubblicano almeno due girnali (non uno) più "fogli" (fatti da giovani), pubblicazioni di libri, esistono molte associazioni di volontariato e culturali, ....ecc si informi meglio l'autrice. Probabilmente non basta tutto ciò, ma non si può far passare Taurisano come una città "morta" .
La storia prsonale di ogni ragazzo è un caso a parte, non si può pensare che un solo motivo debba essere la causa di diversi eventi, è intrigante trovare una correlazione tra diversi e ripetuti eventi, ma dovrebbe essere più un vizio di noi ingegneri che degli psicologi. Ogni persona va esaminata nel proprio microcosmo, per arrivare a rinunciare alla vita si deve raggiungere un dolore estremo e molto è difficile capire quando ciò succede, come è difficile capirne i segnali di aiuto. Nel mondo della globalizzazione pensare che il "cinema" (come il pub ecc...)possa essere una delle mancanze per cui un ragazzo arriva a rinuciare alla sua vita è quanto meno improbabile, ci bastano quindici minuti per arrivare a Gallipoli, dieci a Tricase, e solo cinque per arrivare a Casarano, bastano queste poche mete per trovare tutto ciò che si vuole, cinema, teatro, sale da ballo, pub, centri comerciali ...ecc, e non è di certo un problema arrivarci, visto la grande mobilità di cui godiamo noi giovani di oggi.
Il vero problema (oltre al grave problema del lavoro che manca) a mio avviso è quando non si cerca il "cinema" , ma dei valori veri...tipo la vera amicizia , qualcuno che ci ascolti veramente.
Il vero problema è la crisi di valori, è non è un problema solo Taurisanese ma occidentale, è un problema di quel di Novi Ligure, dove due adolescenti hanno uccidoso una madre e un ragazzino senza rendersi nemmeno conto dell'atrocità del loro gesto, come se la vita avesse lo s tesso valore di un cellulare, o a Cogne, dove la follia di un pazzo (chiunque sia) si è scatenata contro una creatura colpevole solo di esistere.
Potra sembrare che sto mettendo insieme cose tra loro cose diverse, ma dietro c'è una grave crisi di valori, c'è una svalutazione della vita, manca la ricerca del vero senso della vita.
Molti giovani non si rendono neanche conto del valore della vita, forse ragionano poco sulla morte, Seneca duemila anni fa diceva che per vincere il dolore bisogna imparare ad accettarlo come si accetta una gioia
in molti vivono in un mondo ovattato, non sono capaci di accettare il dolore, e quando a ciò si unisce una spiccata sensibilità il risultato può essere disastroso.
Fa riflettere la frequenza dei casi successi a Taurisano (non nove in due anni ma dal 1996 al 2002), e probabilmente l'emulazione avrà fatto la sua parte.
Io personalmente ho vissuto sulla mia pelle uno di questi eventi, uno dei due anziani (se a 60 anni si può parlare di anziani) era mio zio. La sua malattia che non gli ha dato pace e la morte della moglie per un male simile otto anni prima hanno piegato quel povero uomo al punto tale da fargli scegliere la via della morte. I segnali ci sono stati, eccome se ci sono stati, ma nessuno è riuscito a interpretarli correttamente prima del tragico evento.
Ho sempre pensato che a scegliere la via più breve non si sbaglia, ma a scegliere quella più lunga forse si impara qualcosa di nuovo e si può diventa saggi, ci vuole poco a denigrare un'intera comunità, ci più impegno invece a guardare con coerenza il mondo e proporre delle soluzioni valide e lavorarci sopra, forse sono un idealista, ma almeno io ci provo come ho fatto quando ho preferito restare nel mio paese e lottare (non denigrarlo a mio vantaggio) mettendo da parte la mia lode e una più facile carriera e per fortuna siamo in tanti a fare questo e a vedere una Taurisano diversa da quella descritta nell'articolo.
Scusatemi se mi sono dilungato, sentivo il bisogno di dire tutto ciò che penso
.....quanto fumo si levò che non fu fiamma......per un pò di gloria