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...quanto fumo si levò che non fu fiamma .....
News Inserito il 01 febbraio 2005 alle 09:39:00 da Romolo.| Stampa

                        


UNA  PIAZZA, NIENTE  CINEMA, TANTI  DELITTI....basta  questo  titolo  per  turbare  un  tranquillo lunedi  mattina, e già, perchè  qualcuno  ha  pensato bene di  affidare  al  settimanale  "OGGI" (precisamente  n°  5  del 2005) una  splendida  descrizione  della  nostra  cittadina.
Sono  un  ragazzo  coetaneo  del'autrice  di  questa splendida impresa,  lavoro  da  quattro  anni  come  ingegnere  e  come  tanti  miei  compaesani,  lavoro  e  mi  impegno  in  silenzio  ogni  giorno  per  soddisfare  le  mie  esigenze  e  quelle  della  mia  comunità  e  mi sento  profondamente  offeso  da  quanto  è  stato  scritto  su  quell'articolo,  mi sento  offeso  nel  setire  la  mia  terra  chiamata  "terradi  di criminalità  organizzata, roccaforte  della  quarta  mafia". Siamo  liberi  di  dire  ciò  che  sentiamo e pensiamo, ma  è  troppo  facile  criticare  e  vedere  il  nero anche  dove  nero  non  c'è  ne, il  coraggio  e  la  maturità  si  vedono  quando  si  è  capaci  di  guardare  la  nostra  società  con  realismo e  spirito propositivo e costruttivo.

Ci  vuole  meno  tempo a  distruggere  che  a  costruire, probabilmente  questo  articolo  avrà  giovato  all'autrice,  ma  non  a  noi  cittadini che  vediamo  la  nostra  città  diventare  una  sorta  di  città  della  "MORTE". 
Sono  passati  un  pò  di  anni  da  quando Taurisano  era  afflittà  dal  male  della  criminalità  organizzata,  oggi  viviamo  in  un  paese  tranquillo, certo  la  microcriminalità  non  manca  qui  come  non  manca  a  Lecce,  Roma, Milano  o  Aosta (giusto  per  fare  qualche  esempio),  definire  oggi  Taurisano  "terra  di  criminalità  organizzata" è  una  follia, è come  riportare  Taurisano  indietro  di  trentanni.

Se  poi  passiamo a parlare  del  tema  principale  dell'articolo,  ossia  il  suicidio,  c'è  veramente  di  che  essere  sconcertati,  ho  qualche  dubbio  che  deteniamo  un  simile  primato,  il  suicidio  è  un  male  che  affligge  tutto  l'occidente  (manifestandosi  anche  in  forme  diverse,  quali  stragi  con  suicidio  finale),  come  non  credo  che  abbiamo  il  primato  per  morti  violente  e  tossicodipendenze, accettiamo  pure  queti  primati (mi  piacerebbe  sapere qual'è la fonte dei  dati  per  fare  tali  classifiche)  ma  almeno si  sarebe  potuta avere  la  decenza  di  non  pubblicare  i  nomi  dei  ragazzi  che si sono  suicidati, almeno  un  minimo  di  rispetto  per  le  famiglie  che vivono  questo  immenso  e  straziante  dolore.
Troppo  semplicistica  l'analisi  che  è  stata  fatta,  è  troppo semplice ragionare  per  sillogismo, siccome  manca  il  cinema,  c'è  una  sola  piazza   per  deduzione  i  ragazzi  si  suicidano,  niente  di  più  falso,  allora  trenta  anni  fa,  quando  anche  studiare  era  un  privilegio, i  giovani  si  suicidavano  in  massa???

Quante  inesattezze  in  un  solo  articolo, a  Taurisano  si  organizzano  tantissime  manifestazioni  come  cinefrum,  teatro (e  gli  attori  sono  giovani  taurisanesi),concerti , si pubblicano almeno due  girnali (non  uno)  più  "fogli" (fatti  da  giovani),  pubblicazioni  di  libri, esistono  molte  associazioni   di  volontariato  e  culturali, ....ecc  si  informi  meglio  l'autrice. Probabilmente  non  basta  tutto  ciò,  ma  non si  può  far  passare  Taurisano  come  una  città  "morta" .

La  storia  prsonale di ogni  ragazzo    è  un  caso a  parte,  non  si  può  pensare  che  un  solo  motivo  debba  essere  la  causa  di  diversi  eventi,  è  intrigante  trovare  una  correlazione  tra  diversi e  ripetuti  eventi, ma  dovrebbe  essere  più  un  vizio  di  noi  ingegneri  che  degli  psicologi.  Ogni  persona  va  esaminata  nel  proprio  microcosmo,  per  arrivare  a  rinunciare  alla  vita  si  deve  raggiungere   un  dolore estremo e  molto è  difficile capire  quando  ciò  succede, come  è  difficile  capirne i  segnali di  aiuto.  Nel  mondo  della  globalizzazione  pensare che  il  "cinema"  (come  il  pub  ecc...)possa  essere  una  delle  mancanze  per  cui  un  ragazzo  arriva a  rinuciare  alla  sua  vita  è  quanto  meno  improbabile, ci  bastano  quindici  minuti  per arrivare  a  Gallipoli,  dieci a  Tricase,  e  solo  cinque  per  arrivare  a  Casarano,  bastano queste  poche  mete  per  trovare  tutto  ciò  che  si  vuole,  cinema,  teatro,  sale  da  ballo,  pub,  centri  comerciali ...ecc,  e  non  è  di  certo  un  problema  arrivarci,  visto  la  grande  mobilità  di  cui  godiamo noi  giovani  di  oggi.
Il  vero  problema (oltre  al  grave  problema del lavoro  che  manca) a mio  avviso  è  quando  non  si cerca  il  "cinema"  ,  ma  dei  valori  veri...tipo la vera amicizia  ,  qualcuno  che  ci ascolti  veramente.

Il  vero problema    è  la  crisi  di  valori,  è  non  è  un  problema  solo Taurisanese  ma  occidentale,  è  un  problema  di  quel di  Novi  Ligure,  dove  due  adolescenti  hanno  uccidoso  una  madre  e  un  ragazzino senza  rendersi  nemmeno  conto  dell'atrocità  del  loro  gesto,  come  se  la  vita  avesse  lo s tesso  valore  di  un  cellulare, o  a  Cogne,  dove  la  follia  di  un  pazzo  (chiunque  sia)  si  è  scatenata contro  una  creatura  colpevole  solo  di  esistere.
Potra  sembrare  che  sto  mettendo  insieme  cose  tra  loro cose diverse,  ma  dietro  c'è  una  grave  crisi  di  valori, c'è  una  svalutazione  della  vita,  manca  la  ricerca  del  vero  senso  della  vita.
Molti  giovani  non  si  rendono  neanche  conto  del  valore  della  vita,  forse  ragionano  poco  sulla  morte,  Seneca duemila  anni  fa diceva  che  per  vincere  il  dolore bisogna  imparare  ad  accettarlo  come  si  accetta  una  gioia
in  molti vivono  in  un  mondo  ovattato,  non  sono  capaci  di  accettare  il  dolore,  e  quando a  ciò  si  unisce  una  spiccata  sensibilità il  risultato  può  essere  disastroso.
Fa  riflettere  la  frequenza  dei casi  successi  a  Taurisano (non  nove  in  due  anni ma  dal  1996  al 2002), e  probabilmente l'emulazione   avrà  fatto  la  sua  parte.
Io  personalmente  ho  vissuto  sulla  mia  pelle  uno  di  questi  eventi, uno  dei  due  anziani (se  a  60  anni  si  può  parlare  di  anziani)  era  mio  zio.  La  sua malattia    che  non  gli  ha  dato  pace e la    morte  della  moglie  per  un  male simile  otto  anni  prima hanno piegato  quel  povero  uomo  al  punto  tale  da  fargli  scegliere  la  via  della  morte. I  segnali  ci  sono  stati,  eccome se  ci  sono  stati,  ma nessuno  è  riuscito a  interpretarli  correttamente  prima  del  tragico  evento.


Ho  sempre  pensato  che a  scegliere  la  via  più  breve  non  si  sbaglia,  ma  a  scegliere  quella  più  lunga  forse  si  impara  qualcosa  di  nuovo  e  si  può diventa  saggi,  ci  vuole  poco  a  denigrare  un'intera  comunità,  ci  più  impegno invece  a  guardare  con  coerenza  il  mondo  e  proporre  delle  soluzioni  valide  e  lavorarci  sopra, forse  sono  un  idealista,  ma  almeno  io  ci  provo  come ho  fatto quando  ho  preferito  restare  nel  mio  paese  e  lottare  (non  denigrarlo  a  mio  vantaggio) mettendo  da  parte  la  mia  lode  e  una  più  facile  carriera  e per   fortuna  siamo  in  tanti  a  fare  questo  e  a  vedere  una  Taurisano  diversa  da  quella  descritta  nell'articolo.
Scusatemi se  mi  sono  dilungato, sentivo  il bisogno  di  dire tutto ciò  che  penso

 
.....quanto  fumo  si  levò che  non  fu  fiamma......per un  pò  di  gloria
         

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Commenti
3 Commenti
Inserito il 01 febbraio 2005 alle 14:10:44 da antaur.  0/5

Caro Romolo, condivido quasi tutto del tuo pensiero sull'argomento, soprattutto la parte "propositiva" e "ottimista". Ma, credo, il problema dei suicidi non è solo "personale" ma anche sociale, e  comunque "statisticamente" rilevante, andando al di la delle montature giornalistiche.

Antonio Scorrano

Inserito il 01 febbraio 2005 alle 16:58:13 da Romolo.  0/5

Caro  Antonio  praticamente  la  pensiamo  allo  stesso  modo,  infatti  anche  io  penso  che  il  suicidio  trovi  terreno  fertile  nel  disagio  sociale,  ma  scaturisce  da  un  problema  personale,  che  non  si  risolve  con  il  pub  o  il  cinema,  ma  con  valori  e  sentimenti,  come  hai  detto  tu  c'è  bisogno  di  sentire  di  più  il  nostro  essere  una  comunità. 

Ritengo  anche  io  che  i  suicidi  siano  statisticamente  rilevanti, bisogna  fare  attenzione  ad  una  facile analisi  causa  - effetto di  fronte  a  qualcosa  che  dipende fortemente  dall'imprevedibilità  umana.

Inserito il 02 febbraio 2005 alle 00:27:55 da william maruccia.  0/5

Caro Romolo colgo l'occasione per ringraziarti per il messaggio trasmesso. E' stata una risposta energica e azzeccata nei confronti di chi a scopo di pura e semplice propaganda personale, ha voluto infangare ingiustamente un paese che vuole emergere e lasciare alle spalle episodi che hanno ferito l'orgoglio cittadino.
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